Stancija Blek (Tar-Vabrega, Istria-Croazia)

Scavi e ricognizioni nel sito di Stancija Blek

Foto delle strutture oggetto della missione archeologica

Coordinatore/responsabile della missione

Enrico Cirelli (DiSCi - Unibo), Ana Konestra (Institut za Arheologiju), Gaetano Bencić (Zavičajni Muzej Poreštine), Bartul Šiljeg (Institut za Arheologiju).

Ambito di ricerca e settori ERC di II livello

  • Discipline archeologiche dalla preistoria all'età medievale
  • SH6 The Study of the Human Past: Archaeology and history” (12 III livello)

Data di attivazione scavo e durata

Progetto attivo dal 2016. Durata: settimane (indicativamente nei mesi di maggio e novembre). 

Descrizione

Il sito di Stancija Blek (Tarovec – Torre vecchia) si trova sulla costa occidentale dell'Istria, al margine nordoccidentale dell’agro parentino, sovrastante la foce del fiume Quieto e la baia Val di Torre, in una posizione che domina il paesaggio lagunare dell’estuario. Oggi il sito si presenta come un complesso architettonico conservato in elevato per diversi metri di altezza e composto da un nucleo architettonico centrale (c.d. torre) munito di diversi annessi, nonché murature precedenti individuate archeologicamente; occupa un’area di ca. 500mq. Poco più a nord di tali resti si collocano quelli della chiesa di Santa Croce (o Santa Maria) tutt’oggi conservata fino all’imposta del tetto. Indagini preventive a ovest del complesso hanno portato alla luce porzioni di murature databili al periodo Romano e tardoantico.

Dati storici fanno risalire la prima menzione del sito all'anno 983, quando compare in un diploma di Ottone II come praedium "Turrim quae est super piscatione Nonae", e che indica la riconferma del possedimento al vescovo di Parenzo. Da questo documento si desume inoltre che il territorio apparteneva alla Diocesi almeno dai tempi di Ugo d’Italia (924-947). Il vescovo parentino mantenne il controllo di questo territorio anche nei secoli successivi, come documentano le più tarde conferme di Enrico III nel 1040 e nel 1060, mentre il primo riferimento a un edificio ecclesiastico nel sito è molto più recente. Si tratta del 1177 quanto viene ricordata una chiesa di Santa Maria de Turre cum Capellis suis. L’insediamento è inoltre ricordato nel 1195, in un documento del Vescovo, dove vengono dati in concessione alcuni impianti per l’allevamento del pesce. Dal XIII secolo in avanti nelle fonti inizia a comparire contemporaneamente il toponimo Turris Novae (odierno abitato di Torre), posto su un’altura lievemente più arretrata rispetto alla linea costiera e alla pianura acquitrinosa del Quieto, indicandoci il momento di inizio del graduale abbandono del sito di Stancija Blek.

L'interpretazione archeologica dei rinvenimenti è molto complessa, in quanto su un'area ridotta si collocano fasi pertinenti a 1500 anni di frequentazione del sito, ma che vedono una sua trasformazione da insediamento agricolo-produttivo romano in un centro di controllo fortificato di un territorio rurale medievale.

Informazioni per gli studenti

Gli studenti sono ospiti del progetto, grazie a una convenzione attivata con il Comune di Tar\Vabrega e con il Museo dell’agro parentino. Anche le spese di vitto sono a carico della missione. Sullo scavo si svolgeranno attività di studio dei materiali rinvenuti, ricognizioni di superficie, rilievi delle strutture sia con metodologia tradizionale sia attraverso metodi di rilievo indiretto (fotogrammetria, scansioni digitali etc.).

Mappa

Tarovec - Torre Vecchia