Il sacrificio nell’Europa dei conflitti di religione e nel mondo moderno: comparazioni, interpretazioni, legittimazioni

Prin 2017

Abstract
Tenendo conto del ricco dibattito storico-antropologico degli ultimi anni (che però trascura in parte l'età moderna), della genealogia della violenza terroristica contemporanea di matrice religiosa (che invoca l'immolazione di chi compie un attentato e il sangue del nemico-vittima inerme) e del centenario dell'inizio della Guerra dei Trent'Anni (1618), il più devastante conflitto continentale prima del Novecento, il progetto – che aggrega studiosi di storia moderna e di storia del cristianesimo e delle religioni orientali delle Università di Bologna, Firenze, Macerata e Napoli – si propone di mettere a fuoco e di accostare alcuni aspetti del sacrificio religioso dal tardo medioevo fino all'età dell'illuminismo, comparando le diverse confessioni cristiane strutturatesi dopo la Riforma luterana e allargando lo sguardo al mondo del primo colonialismo, in particolare alla riflessione europea sui caratteri dell'islam, sulle civiltà meso-americane e sull'Asia. Usando un ampio spettro di fonti (commenti biblici, testi normativi, rituali, immagini, riflessioni filosofiche e antropologiche, storie del cristianesimo antico, lettere di viaggiatori e di missionari, analisi dedicate alla 'idolatria'), il gruppo intende capire come la grammatica del sacrificio (la presenza di un capro espiatorio, il ruolo rituale del sangue, l'uso della violenza, l'immolazione, la santificazione) cambi dopo il tardo medioevo e durante l'epoca moderna. Esso pertanto si concentrerà sui seguenti temi: la sopravvivenza dell'idea di guerra santa dopo il Quattrocento, nell'epoca della tarde crociate anti-islamiche, e l'uso di alcune figure del Vecchio Testamento (i Maccabei, Sansone) come esempi di auto-soppressione e di sacrificio bellico per mobilitare gli eserciti e annientare il nemico nei conflitti religiosi e nelle ribellioni che insanguinarono l'Europa almeno fino alla pace di Vestfalia (1648); i rituali e le legittimazioni religiose e teologiche della guerra nella tarda età moderna; la santità cattolica dopo il concilio di Trento, la sua personalizzazione, il suo uso da parte della Chiesa romana, la sua canonizzazione e la riscrittura del sacrificio corporale e del martirio come militanza, nelle controversie europee e nel teatro missionario mondiale; la martirologia protestante come genealogia della vera chiesa e come risposta alla santità cattolica; l'insistenza sul sacrificio e sulla militanza da parte del calvinismo e la persecuzione come fonte di legittimazione per le comunità non conformiste della cosiddetta Riforma radicale; il rapporto fra il sacrificio, la resistenza e la sovranità nel discorso giuridico e politico, l'immagine dello Stato come corpo vivente e l'idea di immolarne una parte per la salvezza dell'intero organismo, da Machiavelli a Rousseau; la nascita dello studio delle religioni, le prime storie delle origini del cristianesimo, l'antiquaria e l'ebraistica, la comparazione antropologica e la riflessione sul sacrificio, sulla superstizione e sull'idolatria dal Cinquecento (scoperta del mondo americano) all'illuminismo (le religioni come parte di una storia della civilizzazione che espunge il sacrificio); lo sguardo sul sacrificio nel mondo coloniale, in particolare nell'India, attraverso i resoconti dei missionari, cattolici e britannici, sul satī (l'immolazione rituale della vedova sulla pira del marito defunto), mettendo in rilievo le critiche, le differenti strategie di conversione rivolte alla donne, la produzione gesuitica e gli obiettivi del Propaganda Fide. L'unità di Bologna si concentrerà in particolare sull'idea di crociata e sulle immagini bibliche dell'immolazione nelle guerre di religione; sulla santità moderna come militanza e sacrificio e sulla nascita della comparazione religiosa in età moderna. Quella di Firenze sull'ebraistica; sulla martirologia protestante; sulla Riforma radicale e la persecuzione come crisma di verità; sul rifiuto del sacrificio da parte dei primi teorici della tolleranza. Quella di Macerata sulla santità missionaria, sulle strategie di conversione e sulle letture europee, protestanti e cattoliche, del rituale sacrificale del satī in India. Quella di Napoli, infine, sullo Stato come corpo vivente e sacrificale; sulla riflessione circa l'idolatria; sulla storia delle religioni dal Seicento fino al tardo illuminismo e sulle riflessioni europee dedicate al mondo islamico e dell'Estremo Oriente. Oltre a prevedere seminari di studio dedicati ai temi specifici dei singoli gruppi, le unità lavoreranno insieme a due convegni internazionali, uno intermedio e uno finale, per fare il punto sull'avanzamento della ricerca e permettere il confronto con altri studiosi. Un data-base rubricherà le fonti impiegate per il progetto distinguendole secondo il genere, il momento di produzione e la provenienza. 
 
Durata del progetto  
Tre anni (2019-2021) 

Responsabile locale, Responsabile Nazionale     
Vincenzo Lavenia 

Partnership 

Università di Firenze 

Università di Macerata 

Università di Napoli – L’Orientale 

Finanziamento  
577.640 euro (395.000) 

Settori ERC di II livello**:  

SH6_7 Early modern history