Storia e archeologia del Complesso di San Giovanni in Monte

Materiali dal Progetto "In profondità senza scavare (2014)"

Particolare di fotografia che mostra il chiostro Grande di San Giovanni in Monte

il progetto si proponeva di sperimentare alcune tecnologie particolarmente innovative per cercare di ricostruire la storia di una parte della città di Bologna di eccezionale valore storico-archeologico. Offeso dagli eventi sismici del 2012, esso necessitava di un'indagine approfondita per la conservazione e la valorizzazione, per sperimentare questo nuovo metodo di lavoro e per provare a raccontare ai cittadini in maniera diversa la storia della loro città.

Il progetto concerneva perciò tutti quei metodi e strumenti di ricerca tipici della cosiddetta archeologia preventiva, che vanno dalla geomatica alla geofisica applicate all’archeologia, passando attraverso la gestione dei dati in ambiente GIS (Sistema Geografico Territoriale) su piattaforme che possono essere condivise sul WEB (WEBGIS). Nei casi migliori queste moderne metodologie hanno influenzato la ricerca archeologica, favorendo il dialogo tra competenze diverse e rinnovando radicalmente il tradizionale metodo di lavoro dell’archeologo.

Al progetto, finanziato dalla Fondazione del Monte sotto la direzione scientifica del prof. Giuseppe Sassatelli, hanno partecipato  la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, il Dipartimento di Architettura  (DA) e il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGeA) dell'Università di Bologna,l’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali, la Biblioteca d'Arte e di Storia San Giorgio in Poggiale, l’Archivio Cartografico della Regione Emilia-Romagna.

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